La
costruzione di qualsiasi tipo di scafo s'intrecciava sulla
carena e sul suo asse, chiamato CHIGLIA, costituito da
una robusta trave lungo la quale venivano inserite le ORDINATE
cioè le assi curve che formano le costole della
carena stessa. Il rivestimento dello scafo era invece costituito
dal fasciame, che poteva trovarsi in alcuni casi anche
all'interno. Il fasciame era disposto taglio contro taglio
e tenuto insieme da un sistema ad incastro di INCAVI (MORTASE)
e parti entranti (TENONI). A complemento della struttura
erano le CINTE, poste a rinforzo delle murate al di sopra
della linea di galleggiamento. Seguivano un asse longitudinale
parallelo alla chiglia (PARAMEZZALE) e l'alloggiamento
del piede dell'albero (SCASSA). Infine, alcune travi di
sostegno trasversale (BAGLI) assicuravano nella parte superiori
e la giusta distanza di apertura delle ordinate e servivano
per resistere alla pressione dell'acqua, oltre a sostenere
il ponte.
Certamente il divieto di rivelare i segreti della cantieristica
navale, da come risulta dal Codice Teodosiano del 438, fa
ancora sentire le sue conseguenze. C'è infatti molta
incertezza circa i metodi costruttivi antichi, le cui tecniche
rimangono ancora poco chiare. Esse si basavano essenzialmente
su due sistemi denominati a "GUSCIO" ed a "SCHELETRO",
che implicavano una differente impostazione nell'esecuzione
della carena rispetto all'uso del fasciame e delle ordinate.
Il metodo "a scheletro" (descritto all'inizio) è più simile
a quello dei nostri giorni, anche se in realtà era
quello meno usato. Quello "a guscio" prevedeva
prima l'inserimento del fasciame alla chiglia e poi il completamento
con le ordinate.
Il materiale da costruzione più comune nel Mediterraneo
era il legname delle conifere per il fasciame, mentre per
la chiglia e le ordinate erano adoperate varietà di
legno più resistente, come la quercia o il cipresso.
Per ridurre al massimo il peso. Le coste e le murate erano
realizzate con legni leggeri, quali il platano e il larice.
Relativamente ai sistemi di impermeabilizzazione, già per
le epoche più antiche è documentato l'uso del
catrame, della pece e di sostanze protettive a base di resine.
Gli operai addetti a queste operazioni, i calafatti, erano
riuniti in corporazioni.