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:: FICUS
CAPRIFICUS
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| Il
fico è l'albero sacro nel mito delle origini di
Roma, Plutarco, scrittore greco che visse per un periodo
a Roma, ci narra che la cesta in cui furono abbandonati
Romolo e Remo sulle acque del Tevere in piena, invece
di affondare si arenò miracolosamente sotto
un fico selvatico presso il colle Palatino.
Sotto quel fico, sempre secondo la leggenda, una lupa
allattò i due gemelli
e siccome proprio in quel luogo era venerata la dea Rumina, la dea protettrice
dell'allattamento, quel fico venne chiamato Ficus Ruminalis. I
Romani lo consideravano una pianta sacra e lo circondavano di |
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tutte
le cure perché se deperiva si potevano aspettare
tutte le peggiori sciagure. Perciò, se una pianta moriva,
i sacerdoti la sostituivano subito con un' altra nuova.
Davanti alla curia, nella piazza del senato, sono piantati
e curati ancora una vite, un ulivo e un fico a memoria di quelle
che i Romani tenevano nel LACUS CURTIUS a testimoniare la fertilità del
suolo romano dopo che le paludi create dal fiume Velabro furono
prosciugate. TARQUINIO PRISCO, quinto re di Roma, fece costruire
la cloaca massima cui furono incanalate le acque del Velabro
affluente del Tevere.
Il fico era per i Romani simbolo di fertilità insieme
alla vite, sacra a Dioniso, che proteggeva la fecondità e
la fertilità. |
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