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L'edera, della famiglia delle Araliacee, è una pianta rampicante. Dal punto di vista botanico possiamo riconoscere molte varietà che si differenziano per l'altezza, per la forma e per il colore. E' una pianta resistente al freddo e cresce bene all'ombra o in posizione nord. Nel parco archeologico del porto di Traiano sono viste sotto un duplice aspetto: infestante,
di pianta che si arrampica sulle murature antiche e ne minaccia la coerenza e la stabilità; infestante sulle alberature, in quanto si arrampica sui pini, cipressi, noci, succhiandone il nutrimento ma soprattutto soffocando rami e foglie fino a farli seccare. Il secondo aspetto è quello dell'utilizzo paesaggistico che la pianta permette. Abbiamo visto tutti spesso dei bellissimi "muri" di edera verdeggiare lungo recinzione che potrebbero risultare brutte ed invasive.
L'edera dal punto di vista simbolico era uno dei simboli di Dionisio.
Il nome di Dionisio lo troviamo legato ad innumerevoli piante perché era considerato il fecondatore, il dio vitale per eccellenza, colui che muore e risorge come la natura nel suo ciclo vitale. Era considerato nei miti antichi, figlio di Giove e di Persefone destinato al dominio supremo del mondo.I titani lo presero fanciullo, lo tagliarono a pezzi e lo divorarono. Giove ottenne il cuore del figlio, lo inghiottì e diede alla luce un nuovo Dionisio, e mentre fulminava i titani, dalle loro ceneri nacquero gli uomini, in eterno conflitto tra il bene e il male per l'elemento dionisiaco e quello titanico presente in loro. Una leggenda racconta che Dionisio (Bacco per I Romani) avesse ordinato ai suoi fedeli di incoronarsi con rami di edera per attenuare gli effetti del vino. Il dio stesso era spesso raffigurato con il capo cinto d'edera e in mano un bastone avvolto nelle foglie.