città su
un carro trainato da cavalli incoronati di lauro ed egli
stesso ne teneva un ramo in mano e ornata la fronte. Con
l'inizio dell'impero ornarsi di lauro fu riservato solo
agli imperatori.
Il mito di questa pianta ha origini greche: è la
nascita dell'Alloro il cui nome greco è Dafne.
Quest'ultima era una ninfa, figlia del fiume Peneo. La
fanciulla rifiutava tutti I pretendenti e preferiva vivere
libera per i boschi come la dea Diana. Di lei s'innamorò il
dio Apollo. Dafne implorò il padre Peneo di trasformarla
in un'altra figura che Apollo non potesse amare. Fu esaudita:
la sua pelle pian piano si trasformò in corteccia,
i suoi capelli in fronde, i suoi piedi in radici. Apollo
abbracciando la pianta le disse che per sempre si sarebbe
ornato delle sue foglie perennemente verdi.
L'alloro è infatti una pianta sempre verde.
Nell'antichità era considerata una pianta profetica
e le sacerdotesse sacre ad Apollo ne masticavano le foglie.
I romani ritenevano che i fulmini non si sarebbero mai
abbattuti sugli allori per cui costruivano i fasci fulgurali
dei parafulmini con rami intrecciati di alloro, nei quali
inserivano chiodi e pezzi di latta. Svetonio ci racconta
che Cesare usava mettere in testa una corona di alloro
durante i temporali. |