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Secondo la mitologia romana il pino è l'albero sacro ad Attis, un giovinetto così bello che aveva fatto innamorare Adgistis, una divinità androgina (con caratteristiche sia maschili che femminili). Durante le nozze di Attis con la figlia del Re Mida, suonò il flauto (siringa) fatto di canne, scatenò la follia di tutti i presenti, compreso Attis, che si evirò sotto un pino e morì.
Adgistis si pentì e chiese a Giove di re suscitare Attis, ma questi lo trasformò in pino. Nell'antica Roma dal 15 al 28 marzo si svolgevano le feste in onore di Attis.
I dendrofori (portatori dell'albero) andavano nella foresta a tagliare il pino sacro, lo portavano nel tempio e lo avvolgevano
nelle bacche e lo cospargevano di viole. Il sommo sacerdote si incideva un braccio e offriva il suo sangue al pino sacro.
Dopo due giorni si festeggiava la resurrezione del dio, che si ricongiungeva con Cibele, la grande madre.
Infine la statua di Cibele veniva portata in un tempio in suo onore, da Caligola sul monte Vaticano.