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La Tamerice è un albero che troviamo nelle regioni costiere dove è usato a scopo ornamentale e come frangivento. E' una pianta a foglie decidue, cioè in autunno perde le foglie per poi rigermogliare in primavera. E' una pianta che nel corso dell'anno cambia spesso colore. In primavera le sue foglie sono verdi ma pian piano, con lo sbocciare dei fiori, si tramutano in rosa. Nel pieno della stagione calda, caduti i fiori, rimane un bellissimo e delicatissimo verde finché in autunno le foglie, ormai decisamente marroni, non si seccano e cadono. In Italia sono diffuse due specie, la Tamarix Gallica e la Tamarix Africana. Il suo nome deriva

dall'ebraico tameris che significa scopa: infatti anticamente i suoi rami venivano usati per fare delle scope.
Nel parco archeologico del Porto di Traiano è diffusa la varietà gallica, impiantata al tempo della bonifica Torlonia, lungo i viali ed il canale detto traianello.
La scelta della pianta è stata ottimale perché oltre ad essere di grande pregio dal punto di vista ornamentale, si adatta bene al tipo di terreno salino presente nel sito.
Anticamente alla Tamerice erano attribuite virtù profetiche: i maghi persiano ne tenevano un ramoscello in mano quando predicevano il futuro; lo scrittore latino Plinio ce ne parla come della pianta che coronava il capo dei sacerdoti egizi. A Roma, come già in Grecia, era dedicata ad Apollo che veniva raffigurato con un ramo della pianta fra le mani.
Un' altra specie di Tamerice è quella mannifera che produce una sostanza zuccherina simile al miele che ancora oggi i beduini del deserto usano per dolcificare le bevande e che potrebbe far pensare alla leggendaria manna di cui ci parla l'Antico Testamento che sfamò gli ebrei durante la fuga dall'Egitto.