L'isola
che era attraversata dalla strada che collegava Ostia e
Porto ed era nota per la fertilità del suolo su
cui si coltivavano prevalentemente fiori, è oggi
nota per la bellissima e ricca necropoli, detta di Porto.
La Necropoli dove venivano sepolti gli abitanti della città di
Porto prima che questa diventasse cristiana, come accadeva
nell'antichità sorse lungo una via di accesso alla
città, la Via Flavia.
Oggi è un complesso ben conservato, in cui sono rare
proprio le sepolture cristiane.
La tipologia di sepoltura prevalente è la tomba familiare
a camera quadrata, che può essere dotata di un recinto
antistante la cella. Le tombe presentano decorazioni di grande
finezza in pittura, stucco e mosaici. Le iscrizioni funerarie
e più ancora i rilievi in terracotta posti sulle facciate
e indicanti la professione del defunto danno il quadro di
un ceto medio di artigiani e commercianti. Sono tuttavia
presenti liberti e schiavi, che vengono rappresentati da
tipi diversi di tombe: a cassone, a cuspide, a edicola fino
alle misere cappuccine e alle deposizioni entro una metà di
anfora. Così oltre a mostrarci le diverse classi sociale,
le tombe sono documenti essenziali per la nostra conoscenza
della vita nell'antica Roma grazie ai rilievi fittili che
mostrano le persone al lavoro.
È
ben documentato anche l'uso del banchetto funebre, grazie
alla presenza di forni per la cottura dei cibi, dei triclini
e delle basi per l'appoggio delle mensae.
Affreschi e statue, provenienti dall'Isola Sacra, sono ora
restaurate ed esposte nel museo di Ostia Antica, che abbiamo
già visitato.
Così "esausti ma soddisfatti" concludiamo
le nostre escursioni, lasciandoci strappare - da chi ha partecipato
e da chi non ha potuto prendere parte - una promessa: realizzare
queste iniziative con più frequenza nel corso delle
stagioni.