Non si hanno molte notizie sulle rotte seguite
dagli antichi, ma si possono ricostruire alcune rotte più usuali
in base ai venti. La traversata del Tirreno era considerata
assai pericolosa, pertanto dai porti del Lazio o della Campania
si raggiungevano i porti della Toscana, che offrivano la
possibilità di un approdo intermedio all'Isola d'Elba
prima di iniziare la traversata. Ugualmente la Sicilia rappresentava
un punto di sosta obbligato per la navigazione verso l'Africa.
Dalla Puglia partivano invece le navi che seguivano le rotte
per la Grecia e l'Oriente. Per l'Egitto, la Siria e l'Anatolia
ci si dirigeva verso Creta puntando poi verso la Pirenaica.
Anche verso la Galilea meridionale e l'Iberia, la navigazione
usuale si svolgeva lungo le coste.
LA VIA DELLE MERCI
Le operazioni di carico e scarico avvenivano generalmente
a mano sotto il controllo di appositi ispettori che facevano
capo sia all'amministrazione annonaria per l'approvvigionamento
urbano, sia a quella portuale. Appartenevano alla prima i
misuratori del grano ( mensores frumentarii), i verificatori
dei pesi ( sacomarii), i trasportatori di sale (saccaridi
salarii) e altri ancora. Lavoravano invece per l'amministrazione
portuale le varie condizioni dei carpentieri (fabbri navales),
dei noleggiatori di barche da traghetto (lenuncolarii) e
da aleggio (cadicarii), nonché i facchini (ceruli)
e i palombari (urinatores).
Per le merci più pesanti si usavano delle gru e sulle
navi più grandi poteva essere adibito a quest'uso
anche l'albero di trinchetto. Ogni anno a Roma arrivavano
circa 1000 mercantili.
SULLE CHIATTE RISALENDO IL FIUME
Una volta arrivate, le merci venivano condotte a destinazione
su chiatte e imbarcazioni da traiano.
Gli alaggi facevano capo a piccoli imprenditori, che facevano
risalire i carichi lungo il fiume usufruendo della trazione
esercitata da bufali, muli e non ultimo, uomini. Un particolare
tipo di imbarcazione adatta alla navigazione fluviale era
la codicaria, con lo scafo profondo e un albero che serviva
da palo da alaggio.
SEGNALI LUMINOSI
La rotta dell enavi in direzione del porto venne resa più agevole,
a partire dal I sec. a.C., dall'introduzione di fari in grado
di emettere segnali luminosi, visibili anche ad una distanza
di diverse miglia. I fari di età romana erano quelli
all'ingressi dell'Ellesponto, dello Stretto di Messina, di
Corinto, Brindisi Ravenna e Ostia.