:: SEI IN : ATTIVITA'/LABORATORI/ASS.GB.GRASSI/NAVE/TRUPPE DI MARE
LAB. ARCHEOLOGICO
LAB. NATURALISTICO
NAVE
:: ARCHITETTURA
:: MARINA DA GUERRA
:: TRUPPE DI MARE
:: LE ROTTE
:: PHOTO GALLERY
SERIGRAFIA
TEATRO
LAB. FOTOGRAFICO
MOSAICO
VISITA NECROPOLI

:: TRUPPE DI MARE (2)

LA MARINA MERCANTILE
Plinio dice che fu un certo Ippo di Tiro ad inventare la nave oneraria. In realtà già in Omero s'incontrarono navi idonee ad affrontare traversate in alto mare, anche in condizioni di burrasca. Queste imbarcazioni presentano uno scafo a struttura alquanto tozza, alte murate e prua e poppa estremamente arrotondate.
Delle navi mercantili romane abbiamo raffigurazioni precise solo a partire dall'età imperiale.
Le navi più grandi presentano una cabina coperta per gli ufficiali o i passeggeri più ricchi. Le navi onerarie, infatti, trasportavano anche i passeggeri, in quanto non esistevano imbarcazioni adibite a questo unico scopo.
La propulsione era generalmente a vela; potevano però usufruire anche della dotazione di remi se la qualità del carico aveva la priorità sulla quantità, dal momento che l'apparato di voga riduceva lo spazio per le merci. La stazza veniva indicata in base al numero di anfore in grado di caricare. Il modello più grande, chiamato myriophòros ( dal graco myrioi= diecimila e phoros= portante) aveva una capacità di 10000 anfore ed era lungo più dio 50m.
Normalmente una nave oneraria misurava in media 25/30 m di lunghezza e 8/10 di larghezza.
La stiva era situata al centro della nave e le anfore fissate all'interno di una sorta di telaio.
Spesso le navi prendevano il nome a seconda delle merci trasportate: tra gli appellativi più curiosi possiamo citare l'ippago (gus) per il trasporto dei cavalli; il cercurus per le belve destinate ai giochi circensi; le lapidarie per il trasporto di pietre, obelischi compresi. Le navi erano molto importanti come mezzi di trasporto, Roma infatti aveva rapporti anche con i Paesi molto lontani come la Cina e l'India, in tal modo l'importazione via mare risultava estremamente conveniente rispetto al trasporto carovaniero.
Si navigava da marzo ad ottobre. D'inverno solo le grandi onerarie osavano avventurarsi nel Mediterraneo. La durata dei viaggi poteva variare a seconda delle condizioni dei venti e del mare. Per esempio, per andare da Alessandria a Pozzuoli normalmente occorrevano dai 15 ai 20 giorni, con il vento e il mare a favore anche solo 5 giorni.