Il
bacino esagonale (2 km di perimetro), posto tra il Tevere
e l’aeroporto, è ciò che resta del
Porto di Traiano del II secolo d.C. Intorno a questo impianto
esagonale si sarebbe sviluppata in seguito la zona denominata
Portus.
L’imperatore Traiano si pose il problema di eliminare definitivamente gli
svantaggi presentati dall’impianto di Claudio. Si costituì un secondo
bacino portuale, interno e quindi più riparato, dalla forma esattamente
esagonale. La comunicazione con il bacino di Claudio fu assicurata mediante il
preesistente canale, al cui imbocco venne eretto un nuovo faro. La piccola via
d’acqua trasversale, fu prolungata fino al canale meridionale, il cui corso
venne in parte deviato per dare più spazio ai nuovi impianti portuali
e all’insediamento; essa costituì la Fossa Traianea, unico collegamento
dei porti con il Tevere. Una funzione secondaria della Fossa Traianea era quella
di consentire, in caso di piena, uno sfogo verso il mare alle acque del Tevere
e quindi di liberare Roma dal problema delle inondazioni.
I lavori del “Portus Traiani” terminarono dopo il 112 d.C.
Intorno al porto sorsero numerosi edifici (torri, caserme, terme, templi, abitazioni
private, ecc.) che venivano incontro alle necessità di una popolazione
in continuo aumento. I lavori di bonifica effettuati agli inizi del 1900 nell’Isola
Sacra, hanno portato alla luce numerosi ritrovamenti archeologici che documentano
l’importanza del porto al tempo di Traiano.
I muri di contenimento del grande bacino esagonale presentavano grandi blocchi
di travertino con fori per le gomene d’attracco (potevano ormeggiare contemporaneamente
più di 100 navi). La costruzione del bacino esagonale, ampio 32 ettari,
dette impulso a una crescita considerevole della capacità di immagazzinamento
del porto stesso. Sui lati si disponevano i grandi horrea, magazzini in genere
a due piani, che si affacciavano su portici o gallerie. Nel corso del tempo gli
horrea vennero costruiti, ampliati e restaurati. Al centro del lato nord sorgeva
una colossale statua dell’imperatore Traiano.
Della darsena, oggi purtroppo interrata, si intuiscono soltanto i contorni. Si
trattava di un lungo bacino rettangolare, con entrata larga 9 metri, destinato
alle imbarcazioni di piccole dimensioni, i “lenuculi”. |