Nel
testo oltre al Castello viene menzionato anche un episcopio
presso Sant'Ippolito costituito di vigne e orti al di fuori
della città stessa , ove rimanevano evidentemente
le sue rovine prima dello spostamento alla sede vescovile
sull'isola Tiberina nel IX secolo. La rocca medievale costituisce
il nucleo dell'odierno complesso e raccolse la restante popolazione
della zona nel corso del XII secolo. L'avvento della famiglia
romana degli Stefaneschi diede via alla nascita di un complesso
residenziale che trasformò l'aspetto dell'insediamento
facendolo diventare un vero e proprio castello fortificato
non andando ad intaccare quindi la sua funzione di roccaforte.
Verso la metà del XV secolo, terminato il dominio
della famiglia Stefaneschi, il castello torno alla Chiesa
e nel 1463 papa Pio II Piccolomini verrà ricevuto
dal vescovo di Porto, l'allora cardinale Carvajal, proprio
nel castello ormai abbandonato. Dalle descrizioni della visita
pontificia, si apprende che lo stesso cardinale approntò dei
ripari temporanei per il papa tra le rovine, data l'usura
del palazzo. Pochi anni dopo papa Sisto IV verrà accolto
a Porto dal nuovo vescovo Rodrigo Borgia, il futuro Alessandro
VI, i cui stemmi sono posti sulle mura e sulle porte dell'Episcopio,
andando a testimoniare gli interventi di ripristino effettuati.
Proprio in questo periodo la chiesa di Santa Lucia (che nel
1990 assume ufficialmente la doppia articolazione di Santa
Lucia e Sant'Ippolito, divenne una sede episcopale fortificata.
La chiesa, fino al 1960, ha rivestito il ruolo di cattedrale
di Porto, ma il palazzo, destinato ad essere una diocesi
la cui titolarità apparteneva ad un cardinale, vescovo
importante della Curia Romana, fu abitato dai suoi vicari.
Un ulteriore spostamento della sede della diocesi di Porto
e Santa Rufina è stato determinato recentementene
la zona de La Storta sulla via Cassia. |